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UNA VITA A TESTA IN GIU'

La passione per la danza è nata dalla necessità di trovare un mezzo espressivo che fosse il più possibile mio. Ho presto capito che il movimento era il modo in cui preferivo comunicare, e per farlo ho cominciato a educare il corpo per scoprirne le potenzialità espressive più profonde e sincere. Mi sono dedicata prima alla ginnastica ritmica e poi alla danza con la disciplina che solo una grande passione può stimolare, consapevole di potere esprimere me stessa attraverso il movimento e, così facendo, veicolare un messaggio in grado di trascendere la semplice bellezza di un passo o di una figura. Cercavo, e ancora oggi cerco l’emozione in chi mi guarda e in me stessa, perché Lei è lo stimolo di cui l’artista ha bisogno per evolvere giorno dopo giorno, per nutrire quella fame di migliorarsi che lo mantiene vivo.

Quando salgo su un palco mi rendo conto di avere una responsabilità, come un performer che deve tenere un discorso importante in pubblico: io comunico con il mio corpo, sono in grado di muovere emozioni grazie a ciò che ho imparato e a ciò che ho vissuto, perché la danza, prima ancora che movimento, è espressione della spiritualità profonda dell’artista che si fa visiva nell’atto stesso del creare.


 finalizzata alla creazione di lavori unici, resi tali dall’incontro tra emozioni diverse, come quelle suscitate da una musica, un vestito, un luogo e un movimento.

E se è vero, come credo, che l’emozione produce emozione, il desiderio di sperimentare nuove tensioni artistiche mi ha permesso di avvicinarmi anche alla Flying Pole, la cui pratica mi ha regalato il privilegio di aprire la puntata finale dell’edizione 2016 di Ballando con le Stelle, con una performance durante la quale ho danzato sospesa nel vuoto.