Quando si parla di ipnosi, oggi c’è ancora molta confusione.

Spesso vengono messe insieme realtà molto diverse tra loro: ipnosi clinica, ipnosi da spettacolo,
tecniche di rilassamento, crescita personale, lavoro sul corpo e stati di trance naturale.
In realtà, la differenza principale riguarda soprattutto lo scopo con cui viene utilizzata.

L’ipnosi clinica viene utilizzata in ambito sanitario e terapeutico.

Ha finalità di cura, trattamento o supporto clinico e viene applicata, ad esempio, nel lavoro
psicoterapeutico, nella gestione del dolore, dell’ansia, di alcune dipendenze o di problematiche
emotive e psicologiche.
In Italia, quando l’ipnosi viene utilizzata con finalità terapeutiche, rientra nell’ambito sanitario.
Per questo motivo può essere praticata esclusivamente da professionisti abilitati, come medici,
psicologi o psicoterapeuti con una formazione specifica in ipnosi clinica.

L’ipnosi non clinica, invece, non ha finalità terapeutiche o mediche.

Non si occupa di diagnosi, cura o trattamento di disturbi psicologici o patologici.
Viene utilizzata in contesti legati al benessere personale, alla presenza e all’esperienza soggettiva
della persona, ad esempio attraverso:

  • rilassamento
  • gestione dello stress
  • meditazione guidata
  • lavoro sul respiro
  • consapevolezza corporea
  • movimento
  • performance
  • crescita personale
  • stati di concentrazione e ascolto interiore

In questo caso, l’obiettivo non è “curare” qualcuno, ma accompagnare la persona dentro uno stato
di maggiore ascolto, concentrazione e connessione con sé stessa.
È importante anche ricordare che gli stati ipnotici non sono qualcosa di così distante dalla vita
quotidiana come spesso si pensa.
Momenti di assorbimento, concentrazione profonda, immersione nel movimento, nella musica o nel
respiro fanno già parte dell’esperienza umana naturale.

Per questo motivo, in molti ambiti legati al benessere e alla ricerca interiore, l’ipnosi non clinica viene vista come uno strumento di accompagnamento alla presenza e alla consapevolezza.
In molti Paesi, soprattutto nel mondo anglosassone, il confine tra ipnosi clinica e non clinica è più aperto e articolato.

Esistono figure differenti, come hypnotherapist, hypnosis coach, facilitator o practitioner, che lavorano con stati ipnotici non terapeutici all’interno di percorsi di crescita personale, sport,
performance, rilassamento o sviluppo personale.

In Italia, invece, il tema è più delicato e regolamentato.
La legge italiana distingue in modo molto netto l’uso terapeutico dell’ipnosi da quello non clinico.

Quando si entra nel campo della diagnosi, della cura o del trattamento psicologico, si parla infatti di atto sanitario.

Per questo motivo, chi lavora nell’ambito non clinico deve essere molto chiaro sul proprio ruolo e
sui limiti del proprio intervento.

 

L’ipnosi non clinica non sostituisce una terapia, una psicoterapia o un percorso medico.

È un’esperienza diversa.
Un lavoro orientato al benessere, alla presenza, al rilassamento e alla connessione con sé stessi,
senza finalità sanitarie o terapeutiche.